LB5W_027_Fatti di caffè

Fatti di caffè. Caffè esausto, da rifiuto organico a materiale

Giovanni Frullani

 di Giovanni FRULLANI

da Milano

La polvere di caffè esausta come risorsa. L’ idea essenziale è trasformare un rifiuto organico abbondante in diversi prodotti dalle proprietà e dall’aspetto unici.

Il caffè sui mercati internazionali ha un giro di affari assimilabile a quello del petrolio e dell’ acciaio; nell’ area UE il consumo medio pro-capite è di 5,20 kg annui, e l’ Italia è al quinto posto fra i paesi maggiori importatori (fonte OIFB). Si tratta ovviamente di quantità enormi, che si risolvono in una grande quantità di materia di scarto; su piccola scala questa realtà è percepibile quotidianamente da ognuno di noi.

E’ proprio a livello locale che questa iniziativa andrà a prendere forma. In particolare nella città di Lucca. Il primo traguardo sarà creare una raccolta capillare di questo rifiuto fornendone il ritiro e lo smaltimento gratuito. I canali coinvolti potranno essere bar, ristoranti, strutture turistiche, distributori automatici, etc.. Si passerà quindi alla vera e propria generazione di prodotti, dando nuova vita ai granuli di caffè. L’ obiettivo principale del progetto è infatti generare applicazioni e oggetti con un buon valore aggiunto che suscitino la curiosità del pubblico. Dopo le necessarie fasi di setacciatura e pulitura, il riciclo avverrà tramite 2 diverse modalità di trasformazione. Esse daranno differenti caratteristiche fisiche agli oggetti in modo da soddisfare vari utilizzi. Comuni saranno le proprietà di leggerezza e di bell’ aspetto decorativo. Il primo metodo consiste in un processo di riscaldamento e pressatura della polvere; si ha perciò un materiale solido composto al 100% da caffè per realizzare vasi, oggetti di arredo e paralumi compostabili.

La loro biodegradabilità intrinseca potrebbe essere funzionale; ad esempio creando vasi (riciclati e  concimanti) da piantare direttamente nel terreno insieme alla pianta in essi contenuta o ad altre istallazioni provvisorie in ambito botanico. Il secondo procedimento prevede invece la miscelazione e la reazione della polvere con resine naturali termoindurenti; un passaggio a temperature elevate garantisce un totale indurimento. L’elemento principale è sempre la polvere di espresso ma l’unione di altre sostanze garantisce migliori proprietà plastiche e di resistenza/inerzia. Il materiale è termoresistente e insolubile, formato da legami covalenti a garantire un’ ottima resistenza. La simil-plastica risultante potrebbe essere utilizzata per creare oggetti da ufficio (copertine per blocchi e quaderni, cover per cellulari/palmari, custodie per PC, scatole, etc..). Interessante e originale sarebbe creare occhiali da sole, sfruttando la leggerezza del composto.

Infine oltre agli obiettivi principali, si potranno sfruttare altre proprietà del caffè. Come il suo impiego da additivo in fertilizzanti e detergenti o la sua capacità di repellere insetti e piccoli animali, grazie al suo aroma pungente. O, ancora, far fruttare il suo elevato potere calorico utilizzandolo come pellet (tecnologia in fase di sviluppo).