LB5F_033_Garden in the air

Progetto proposto da Michele Ardillo e Angela Vita Maria Paradiso

Dalla convenzione di Ginevra del 1981 al protocollo di Kyoto del 2002 , fino ad arrivare a Europe 2020, l’emergenza dell’inquinamento dell’aria sta diventando sempre più un argomento sottoposto all’attenzione di uomini e donne ogni giorno. Tra i nostri mille bisogni, spicca la necessità quotidiana di riscaldare gli ambienti dove viviamo e quella di disporre di acqua calda: solo per questi due motivi, immettiamo in atmosfera grandi quantità di CO₂ quotidianamente tramite le canne fumarie poste sui tetti delle case di ciascuno di noi; inoltre proprio questi antiestetici comignoli sono elementi che rovinano lo “skyline” delle nostre città.

GARDEN IN THE AIR è la soluzione a questi due problemi che riguardano ciascuno di noi. Immaginate una pianta tropicale come il bambù, posta all’interno di una teca in plexiglass in corrispondenza della vostra canna fumaria, e immaginate di portare, grazie a una conduttura, parte della CO₂ emessa dalla vostra caldaia all’interno di questo giardino sospeso sulle vostre teste.

La prima a creare ossigeno sulla Terra è stata Madre Natura grazie alla reazione di fotosintesi clorofilliana (6 CO₂ + 6 H₂O → C₆H₁₂O₆ + 6 O₂); GARDEN IN THE AIR sfrutta la stessa reazione, realizzata dalla pianta di bambù, e si propone con essa di combattere l’aumento di CO₂ nell’aria. Grazie a dei piccoli fori praticati sulla faccia superiore della teca i gas di scarico della caldaia, che saranno stati parzialmente purificati dall’ attività fotosintetica della pianta, verranno reimmessi in atmosfera, portando a una diminuzione della CO₂ emessa e migliorando la vivibilità delle nostre città sia nei termini estetici sia in quelli di impatto ambientale.